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"Ospedale P. Pederzoli" Casa di Cura Privata

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PederzoliL’Unità di Chirurgia Pancreatica dell’Ospedale P. Pederzoli

L’Unità di Chirurgia Pancreatica è nata nel 2006 e in breve tempo ha raggiunto significativi risultati con ben 2100 interventi chirurgici sul pancreas dal 2006 al 2016, tanto che l’Age.na.s. (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) nel Programma Nazionale Esiti del 2015, ha classificato l’Ospedale Pederzoli di Peschiera al terzo posto in Italia per interventi demolitivi sul tumore del pancreas.

L’Unità di Chirurgia Pancreatica conta 20 posti letto, opera all’interno del Dipartimento di Chirurgia Generale dell’Ospedale P. Pederzoli, Casa di Cura Privata di Peschiera del Garda – Verona e si occupa della diagnosi e del trattamento delle malattie pancreatiche neoplastiche (neoplasie solide e cistiche) e infiammatorie (pancreatite acuta e cronica).

L’approccio a queste complesse patologie è di tipo multidisciplinare grazie all’apporto di vari specialisti coinvolti nel percorso diagnostico/terapeutico del paziente pancreopatico (radiologo, oncologo, gastroenterologo, endoscopista, anatomopatologo) e al costante confronto fra le diverse figure professionali.

Nel Centro vengono utilizzate tutte le metodiche di diagnostica avanzata per la patologia pancreatica: T.A.C. multislice di ultima generazione, colangio-Wirsung R.N.M. con scansioni di diffusione, ecoendoscopia diagnostica ed operativa, ecografia con mezzo di contrasto, agospirato ecoguidato anche in regime di day hospital per tipizzazione di neoplasie pancreatiche. Sono inoltre disponibili tutte le procedure di tipo interventistico non chirurgico endoscopiche ed ecoendoscopiche (protesi duodenali, biliari e pancreatiche, posizionamento di stent e drenaggio delle pseudocisti pancreatiche) o di tipo radiologico (drenaggio biliare trans-epatico, embolizzazione e chemioembolizzazione). E’ attivo un servizio di terapia antalgica in grado di garantire la migliore assistenza e l’adeguato trattamento del dolore da neoplasia pancreatica o pancreatite cronica.

Il percorso clinico/assistenziale si basa sulla valutazione del paziente presso l’ambulatorio dedicato alla patologia pancreatica (prima visita e controlli) e quello riservato al follow up delle lesioni cistiche pancreatiche.

Nell’Unità di Chirurgia Pancreatica annualmente sono osservati o trattati (come esterni o ricoverati) circa 1000 pazienti.

Vengono ogni anno eseguiti circa 300 interventi di chirurgia pancreatica, comprese tutte le tipologie di chirurgia demolitiva maggiore (duodenocefalopancreasectomia, pancreasectomia distale, pancreasectomia totale, pancreasectomia intermedia: 200 interventi/anno) e gli interventi resettivi con approccio mini-invasivo (laparoscopico e robotico).

Complessivamente presso il centro vengono ricoverati 850 pazienti/anno (130 in regime di day hospital).

Il decorso post-operatorio viene seguito anche attraverso l’apporto del monitoraggio in terapia intensiva ed i principi più moderni della precoce rialimentazione (Fast tack) e mobilizzazione del paziente.

Negli ultimi dieci anni la tecnica mini-invasiva ha assunto un rilievo crescente nel trattamento dei tumori del pancreas.

Fin dal 1999 la Scuola del Professor Paolo Pederzoli ha aperto la strada all’asportazione laparoscopica dei tumori pancreatici e dal 2011 ha iniziato l’attività con il Robot. All’attivo si contano oltre 250 resezioni di pancreas con tecnica mininvasiva con risultati importanti in termini di soddisfazione dei Pazienti. L’avvento del Sistema Da Vinci, attrezzatura utilizzata in Pederzoli, ha permesso di affrontare casi più complessi garantendo maggior sicurezza nell’approccio ad arterie e vene contigue al tumore. I vantaggi sono indubbi in termini di riduzione del dolore post-operatorio, precocità della ripresa delle abitudini usuali e delle proprie occupazioni; è stata ridotta drasticamente la comparsa di ernie su ferita chirurgica (laparocele) e, in sintesi, viene garantita la qualità dell’atto chirurgico assieme alla qualità della vita nel periodo successivo all’intervento.

Il gruppo collabora attivamente sul piano clinico e scientifico con l’Istituto del Pancreas della A.O.U.I. di Verona, è parte del Comprehensive Cancer Network, progetto oncologico che partendo dalla Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata scaligera riunisce varie realtà territoriali; è, inoltre, componente del Centro di Ricerca Arc-Net, inserito nel Progetto Internazionale Genoma sui tumori pancreatici nell’ambito dell’International Genoma Consortium.

I risultati del centro sono in linea, in termini di complicanze e mortalità, con quanto riportato in letteratura sui centri ad alto volume per la chirurgia del pancreas.

L’attenzione si concentra non soltanto sull’atto chirurgico ma anche, come detto, sulla gestione post-operatoria. I pazienti sottoposti ad intervento vengono monitorati nelle prime 24 h post-operatorie in terapia intensiva ed una particolare cura viene prestata alla gestione del dolore post-operatorio. La rapida mobilizzazione e la rialimentazione precoce, gestita dal team nutrizionistico secondo le più recenti indicazioni della ricerca, caratterizzano il decorso nel reparto.

Il Prof. Pederzoli e i suoi collaboratori stanno, infatti, affiancando alla attività chirurgica maggiore, metodiche interventistiche per il trattamento dei tumori non operabili; oltre allo studio randomizzato sulla termoablazione chirurgica (RFA) è in corso uno studio di fattibilità sulla applicazione della metodica per via ecoendoscopica (EUS-RFA). Per questo nuovo approccio, proprio per la esperienza acquisita Peschiera è stata il primo centro coinvolto non solo per studio di fattibilità, ma anche per successivi studi clinici di applicazione nella pratica clinica. L’approccio mini-invasivo endoscopico comporta, infatti, indubbi vantaggi sia clinici che gestionali: brevità della degenza, ripetibilità della procedura, facile integrazione con i nuovi schemi di chemioterapia e basso numero di complicanze.

La peculiarità del gruppo è l’approccio multidisciplinare al paziente. Grazie infatti al contributo di tutti gli specialisti dedicati alle malattie pancreatiche ogni caso clinico viene analizzato e discusso dal team al fine di ottenere una gestione ottimale del paziente ed una decisione terapeutica condivisa, frutto della competenza di ciascun componente nel suo campo specifico. Le indicazioni al trattamento infatti emergono nell’ambito di meetings multidisciplinari che vedono la partecipazione di: radiologo pancreatico, oncologo, gastroenterologo, endoscopista, patologo e chirurgo.

L’Ospedale P.Pederzoli è in grado di offrire una diagnostica radiologica di eccellenza sia per quanto riguarda gli accertamenti radiologici (1500 RNM/anno) sia per quanto riguarda la anatomia patologica (174 analisi su pezzo operatorio e 380 agoaspirati estemporanei, ogni anno).

Per il team il malato resta sempre e comunque al centro dell’interesse e dell’impegno; l’obiettivo è quello di “coniugare alta qualità di assistenza con rapidità dell’azione diagnostico-terapeutica e maggior efficacia della risposta per il paziente”. Con questa filosofia è nato nella nostra struttura un progetto innovativo che ha portato alla creazione di un nuovo percorso caratterizzato dalla brevità dei tempi per la sua esecuzione   per il paziente affetto da tumore pancreatico non operabile.

Questi malati, infatti, presentano problematiche complesse quali il dolore non trattato, la difficoltà di alimentazione, pesanti ricadute psicologiche, necessità di avere punti di riferimento certi ed affidabili durante la malattia. Tutte queste esigenze non possono essere affrontate in maniera adeguata nella gestione ambulatoriale. Da queste necessità è nata l’idea di creare un percorso dedicato al malato affetto da tumore in operabile del pancreas. Il nostro ospedale è, infatti, in grado di dare risposte a queste domande grazie alle diverse figure specialistiche presenti quali la nutrizionista, l’antalgista, il gastroenterologo, il radiologo, l’oncologo, il patologo, cui si aggiungono lo psico-oncologo e la nurse oncologica. Il percorso per il paziente affetto da tumore avanzato del pancreas si articola attraverso un ricovero in genere di due giorni durante il quale vengono effettuati visita chirurgica, ecografia+ aspirato e diagnosi istologica, visite specialistiche, visita oncologica, colloquio con lo psico-oncologo. Al termine del percorso il paziente viene dimesso con una relazione clinica completa ed inviato al Centro Oncologico di riferimento del suo territorio, previo contatto telefonico ed appuntamento concordato.